Archivi per la categoria ‘Varie’

Samuele Venturini, biologo – castorologo e presidente di MI.F.A. Onlus, coltiva da alcuni anni la sua passione che ha denominato “Fotografia Documentaria Naturalistica”. Ecco qui di seguiti i suoi album fotografici che ritraggono la natura presente a Buccinasco (MI).

STIAMO LAVORANDO PER SVILUPPARE IL NUOVO SOTTODOMINIO DEDICATO ALLE FOTOGRAFIE NATURALISTICHE:

http://fotografia.mifaonlus.com

LINK PROVVISORI ESTERNI (sito web personale)

ANFIBI

RETTILI

PESCI

INSETTI E ALTRI ORDINI

MAMMIFERI

NUTRIE

UCCELLI

FLORA

BUCCINASCO

MI.F.A. onlus è un’associazione che si occupa della tutela, della valorizzazione e dello studio della biodiversità e degli habitat.

In cantiere ci sono progetti che coprono molti campi naturalistici: dal birdwatching all’educazione ambientale, dall’osservatorio naturalistico alla promozione di progetti di gestione faunistica, dalla fotografia documentaria naturalistica agli studi bibliografici e di campo, ecc.

COSA METTE A DISPOSIZIONE MI.F.A.?
MI.F.A. ai suoi iscritti offre:
– consultazione di opere scientifiche e ricerca di articoli in formato digitale;
– utilizzo di un microscopio didattico LCD
– consultazione della rivista cartacea “BBC Wildlife”
– escursioni e itinerari per studi e osservazioni naturalistiche
– idee e progetti
– amore, passione e condivsione

CHI CERCA MI.F.A.?
MI.F.A. cerca persone amanti della natura, sia esperte del settore scientifico per pubblicazioni personali e divulgative, sia semplici appassionati che per la prima volta vogliono avvicinarsi a questo mondo.

COSA POSSO METTERE A DISPOSIZIONE?
Ogni persona con interessi naturalistici può mettere a propria disposizione:
– il proprio tempo (basta anche 1 ora al mese)
– le proprie conoscenze
– le proprie risorse (scientifiche, umane, informatiche, ecc)
nel modo più libero possibile per collaborare ai progetti dell’associazione e aiutare l’associazione stessa, quindi la Natura.

Per maggiori informazioni scrivete a:

MI.F.A. ONLUS aderisce alla campagna di supporto delle popolazioni di uccelli selvatici che si trovano in difficoltà nel procacciarsi il cibo a causa del gelo e della neve:

Aiutiamo gli uccelli selvatici a superare questo periodo di gelo somministrando alimenti naturali quali semi, mele o appositi preparati.

L’abbondante nevicata di questa notte ha coperto le campagne con uno spesso strato di neve, trasformato poi in una lastra di ghiaccio a causa delle temperature sotto lo zero, questo comporta serie difficoltà per gli animali selvatici di trovare il cibo necessario per sopravvivere.E’ giusto ricordare che la legge sulla caccia, la n.157/92, prevede all’articolo 21 (lettera m): “è vietato a chiunque cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve, salvo che nella zona faunistica delle Alpi, secondo le disposizioni emanante dalle regioni interessate”.Invitiamo i cittadini a segnalare l’eventuale violazione di questa legge chiamando il Corpo Forestale dello Stato al 1515. La LAC invita le persone che hanno a cuore la sorte degli animali selvatici ed in particolare degli uccelli, stremati dal freddo e dall’impossibilità di reperire cibo in natura, a fornire loro degli alimenti, possibilmente naturali, come semi di girasole, semi vari come quelli messi in vendita per i canarini, riso, riso soffiato, uvetta passa, arachidi non cotti da appendere a dei rami, mele ed in mancanza di altro pare sbriciolato.Si possono inoltre fornire delle tortine per uccelli reperibili in negozi specializzati o facilmente realizzabili con appositi ingredienti naturali (Vedi ricetta allegata al presente comunicato).“Con i terreni coperti dalla neve e da uno strato di ghiaccio sia gli uccelli che i mammiferi faticano moltissimo a recuperare quel cibo che di norma trovano a terra – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione della Caccia del Veneto – le temperature rigide sommate alla penuria di cibo risultano spesso fatali causando la morte di molti di questi animali. Se a questa situazione terribile si aggiungano anche i cacciatori si crea una situazione veramente disastrosa oltre che vergognosa e doppiamente barbara. Proprio per questo invitiamo i cittadini a segnalare eventuali abusi al Corpo Forestale e ad aiutare gli animali selvatici fornendo a terra, su aree pulite dalla neve, del cibo come arachidi; semi vari, semi di girasole, mele e apposite tortine per uccelli”.

Lega per l’Abolizione della Caccia – Sezione del Veneto – Via Cadore 15/C int. 1 – 31100 Treviso

Per i soci che sono interessati a rinnovare la loro iscrizione all’associazione o per coloro che sono interessati ad iscriversi per la prima volta, è possibile richiedereed effettuare il tesseramento per l’intero anno 2011 comodamente da casa cliccando sul pulsante “DONAZIONI”.

MI.F.A. ringrazia e augura a tutti

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

Sostieni l’associazione MIFA, regalati o regala un nostro calendario per l’anno 2011!

Il soggetto di quest’anno è il castorino, un roditore diffuso nella nostra penisola. Nelle foto è ritratto il bellissimo esemplare che è stato salvato e accudito da persone sensibili e grazie al quale lo studio della sua biologia ed etologia ha fatto passi avanti.

Il ricavato sarà destinato completamente ai progetti dell’associazione e nel prezzo è inclusa l’iscrizione per 1 anno!

Per informazioni:

Buccinasco (2 dicembre 2010) – Abbattere le nutrie per evitare il sovrappopolamento non è l’unica soluzione e non è nemmeno la migliore. Questa l’argomentazione di due biologi italiani che domani, attraverso una conferenza stampa, spiegheranno un metodo alternativo di contenimento della specie già sperimentato con successo nel Comune di Buccinasco. La nutria (Myocastor coypus) è un roditore originario delle zone subtropicali del Sud America meridionale. In Argentina, in condizioni naturali, i gruppi sociali sono formati da molte femmine adulte e subadulte, un maschio dominante, numerosi maschi adulti e subadulti subordinati e un numero variabile di giovani (Guichon et al., 2003). I maschi dominanti difendono attivamente e marcano il territorio contro le intrusioni di altri maschi. Questo mammifero, importato in Europa con l’intento di farne un animale da ‘pelliccia’, si è subito ben adattato all’ambiente acquatico e si è diffuso invasivamente negli ambienti umidi dell’Italia peninsulare e insulare causando talvolta estesi danneggiamenti alle biocenosi acquatiche, alle coltivazioni e ai manufatti. Ad oggi, per il controllo numerico della nutria, si utilizzano l’eutanasia, le armi da fuoco e le esche avvelenate. “Il nostro progetto – afferma il biologo Samuele Venturini – si basa su un contenimento ‘naturale’ dove individui riproduttori sterilizzati, continuando a difendere il territorio in competizione per il cibo e gli spazi con gli individui fertili, impediscano fenomeni di immigrazione e riducano il tasso riproduttivo della colonia. Questo è un sistema indolore, rispettoso della vita e sicuramente più gradito dell’uccisione cruenta che risulta impopolare presso il pubblico più sensibile. Da un anno circa stiamo sperimentando la sterilizzazione nell’area urbana e suburbana del comune di Buccinasco (MI). E i risultati positivi ci spingono a proseguire per questa strada che ci auguriamo di continuare a percorrere sempre con il supporto di Regione Lombardia.” Gli animali vengono così catturati, trasportati in un ambulatorio, visitati, analizzati, chippati, sterilizzati e poi reinseriti nel loro habitat dove vengon costantemente monitorati. “Da amante della natura quale sono – afferma Loris Cereda, Sindaco di Buccinasco – non posso che essere favorevole a questo metodo e sono stato ben contento che Buccinasco sia stato il Comune pilota di quest’operazione. Mi auguro che i risultati continuino ad essere quelli sperati e che la nostra esperienza possa essere d’esempio per altre città”. Alla conferenza Interverranno: il dottor Samuele Venturini, il dottor Gerard Mangiagalli, Clinica Veterinaria Europea, il dottor Giorgio Chiozzi, Museo di Storia Naturale di Milano, il Sindaco Loris Cereda, Comune di Buccinasco, la signora Anna Corbani dell’Associazione Tom & Jerry.

Ufficio stampa Comune di Buccinasco

Milano, 16/10/2010 – Alle ore 10.00 circa alla Darsena di Milano, angolo via Gorizia ha avuto luogo un’operazione di recupero e salvataggio di alcune centinaia di pesci rimasti nelle pozze del letto del Naviglio Pavese che stavano rischiano di morire inutilmente a causa dell’asciutta drastica. I pesci sono stati salvati dai volontari di MIFA e di LAC.

Erano presenti diversi tipi di pesci, piccoli e grandi, alcuni dei quali si erano impigliati nelle alghe e nell’acqua bassa.

E’ stato interessante constatare che molte persone che passeggiavano lungo il Naviglio si fermavano e chiedevano incuriositi cosa stessimo facendo. Una volta spiegato che stavamo recuperando e salvando i pesci per evitare che morissero a causa dell’asciutta ci hanno ringraziato e fatto i complimenti. Ciò denota fortunatamente la presenza di sensibilità da parte soprattutto di famiglie con bambini.

Ma perchè quest’anno il Naviglio è stato prosciugato? vediamo cosa scrive la Provincia di Milano:

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia

La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuità. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed è inoltre impedita la possibilità di insediamento di comunità ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto più pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastità della rete stessa e alla rapidità con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalità di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettività, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perchè la funzione principale dei navigli è quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha così realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilità di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinchè nella rete idrica artificiale si instauri una comunità ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attività e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessità di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi già richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare più dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.

http://www.provincia.milano.it/caccia_pesca/pesca/asciutte.shtml

Le domande che ci si pone sono:

– perchè non si fa nulla per evitare questa inutile moria?

– non si tratta di una maniera per fare in modo che gli allevamenti ittici continuino a vendere alla Provincia i pesci e quindi fare profitto sulla vita di questi animali? Infatti se i pesci sopravvivessero a lungo, gli allevamenti ittici non guadagnerebbero abbastanza e fallirebbero. In questo modo invece il business ha la meglio sui poveri pesci. Ma questa è solo un’ipotesi che speriamo venga smentita da chi di dovere.

AGGIORNAMENTO

Il giorno 24 ottobre è stata ripetuta l’azione di salvataggio dei pesci nel medesimo posto. Grazie ai volontari MIFA e LAC sono stati recuperati e trasferiti qualche altro centinaio di pesci, in particolare si sono prelevati: lucci, persici, tinche, gamberi di fiume, molluschi, rane bottatrici, pesci gatto, etc. Purtroppo nel Naviglio Grande di Milano è stato possibile osservare una vasta quantità di rifiuti tra cui: teschio di pecora, libri, gioieli sia veri che di bigiotteria, pile, scarpe, piatti, bicchieri e bottiglie, cellulari, lettore dvd, copertoni, occhiali da sole, accendini, braccialetti, cartelli e tante altre cianfrusaglie!
L’importante è stato però riuscire a salvare quanti più pesci possibili dal crudele destino di origine umana che li avrebbe atteso inesorabilmente. Grazie a tutti per la preziosa collaborazione.

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia
 La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuit�. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed � inoltre impedita la possibilit� di insediamento di comunit� ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto pi� pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastit� della rete stessa e alla rapidit� con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalit� di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettivit�, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perch� la funzione principale dei navigli � quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha cos� realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilit� di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinch� nella rete idrica artificiale si instauri una comunit� ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attivit� e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessit� di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi gi� richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare pi� dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.

Con il popolamento delle spiagge durante l’estate non è raro assistere a spiacevoli episodi di maltrattamenti ai danni di granchi, pesci, stelle, cavallucci marini, meduse, cormorani e, più in generale, di tutta la fauna marina da parte di bambini e ragazzi con l’approvazione oppure l’indifferenza dei genitori. Dalle semplici molestie al prelievo degli animali in questione dal loro ambiente naturale per trasferirli nei secchielli, o sulla sabbia bollente, ad episodi ben più gravi quali la mutilazione, la menomazione degli arti, se presenti, all’uccisione o all’utilizzo come improbabili souvenir.

E’ facilmente intuibile come prelevare dal loro habitat naturale animali e riporli, anche temporaneamente, in secchielli o simili, luoghi del tutto sconosciuti agli animali in questione ed inadeguati alle loro caratteristiche etologiche, sia per gli stessi fonte di grande stress, fino a causarne la morte.

Permettere tali atti, soprattutto a soggetti in età infantile o davanti ad essi, inoltre, non è solamente diseducativo ma compromette fortemente l’idea che i ragazzi (e quindi le future generazioni) si fanno sulla biodiversità, sul rispetto della stessa e sul mondo animale. Trattare qualsiasi animale, anche il più piccolo, come se fosse un giocattolo o una cosa, non educa di certo alla sensibilità ed al rispetto della biodiversità.

Oltre alla gravità del fatto in termini puramente etici (maltrattamento di animali) ed ecologici (impatto su specie protette particolarmente vulnerabili), il maltrattamento di animali è reato ai sensi dell’art. 544 del Codice penale, (chi contravviene rischia da tre mesi a un anno di reclusione o la multa da 3000 a 15000 euro, con aumento della metà in caso di morte dell’animale). Molte specie marine come ad esempio i cavallucci marini, alcuni bivalvi, gasteropodi ed altri invertebrati e vertebrati considerati di particolare interesse conservazionistico, sono inoltre protetti da convenzioni internazionali (Washington-CITES, Barcellona, Berna).

Invitiamo pertanto i genitori, gli insegnanti, le Capitanerie di Porto ed i Sindaci dei Comuni costieri a prendere provvedimenti, sia soprattutto a livello culturale (educazione e buon esempio) che a livello sociale (far rispettare le leggi a tutela della biodiversità e degli esseri viventi).

VIVIpet “PER ELIMINARE LA SOFFERENZA, SENZA SOFFERENZA”
LOCATION – Corsico MI Via Verdi
DATA 9-10 Ottobre 2010

OBIETTIVI DELL’EVENTO
• Favorire lo sviluppo di una corretta attività di ricerca scientifica che promuova lo sviluppo di tecniche innovative, al passo con i tempi, superando gli attuali protocolli di sperimentazione animale ormai vecchi e obsoleti e che si rivelano spesso poco attendibili e persino dannosi.
• Raccogliere fondi per finanziare progetti di ricerca che utilizzano metodologie scientificamente avanzate, per la cura delle malattie nel rispetto di tutti gli esseri viventi (I-Care).
• Informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui metodi scientifici innovativi senza l’utilizzo di animali, valorizzando l’importanza dell’interazione uomo-animale sotto i suoi vari aspetti etici e sociali.
• Supportare i progetti coordinati da I-CARE (International Centre For Alternatives in Research and Education)

http://www.vivipet.com/

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