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Cattura

Buccinasco, Sabato 31 maggio
Per tutto il pomeriggio al Parco Spina Azzurra mercatini, gonfiabili per bambini e stand espositivi con AMI, LibertyChurch, La Goccia, ProLoco, Anima Mundi, Croce Rossa Italiana e la caccia al tesoro; alle 14 alla Cascina Robbiolo l’incontro di birdwatching a cura di ProgEco e ProLoco (prenotazione obbligatoria tel. 3343082209); nella palestra della scuola di via Tiziano le semifinali del torneo di pallacanestro “Dell’Amicizia in Rosa” a cura dell’Asd Bionics nell’ambito del progetto “InComune contro il disagio” (ore 15.30-17, il giorno successivo le finali); sotto i portici della Cascina Fagnana gli stand del Centro Culturale Bramante e del Centro Giovani Supernova. Infine in serata all’Auditorium Fagnana il grande concerto gratuito della Scuola Civica di Musica “Alda Merini”, con la partecipazione del gruppo jazz “Fononazional”, ensemble formato da Paola Atzeni (voce e flauto traverso), Marco Bianchi (piano), Marco Mangelli (basso) ed Eugenio Mori (batteria).

Il Progetto “NaturAmica” è un progetto di educazione ambientale coordinato dall’Associazione ProLoco di Buccinasco, in collaborazione con MI.F.A. Missione Fauna e Ambiente, Legambiente Circolo di Buccinasco – Corsico “Il Fontanile” e la Cooperativa Soc. Spazio Aperto.  Il progetto ha coinvolto le scuole medie ed elementari, pubbliche e private, sensibilizzando alle tematiche ambientali e al tema della prevenzione e della lotta al degrado ambientale.

Turisti a Buccinasco

Per certe avventure non si parte mai quando si parte. Si parte prima. Fino a poco tempo fa eravamo seduti su una sedia, nella biblioteca della scuola, a guardare dei filmati, delle presentazioni, riguardanti la fauna e la flora del mondo intero. Spesso, siamo stati anche turisti, seduti sulla poltrona di qualche aereo, diretti per chissà quale destinazione: dall’Italia alla Francia, dalla Francia all’America, sempre curiosi di conoscere paesi lontani. Spesso però, ci siamo dimenticati di andare alla scoperta di quello che avrebbe potuto celarsi dietro l’angolo di casa nostra.  Ma ecco che la scuola ci presenta una grande occasione, dandoci l’opportunità di partire per un “viaggio” particolare, alla scoperta di un grande tesoro: l’ambiente naturale che ci circonda.  In questa esplorazione, saremo accompagnati da una guida che conosce bene il nostro territorio: Samuele, grande amico della natura. Si parte. Prima tappa il parco Spina Azzurra. Eccoci, davanti a un laghetto dall’acqua zampillante, in cui le papere e le anatre, a dir poco pavoneggianti, sono intente a dominare il loro specchio  d’acqua urbano, quasi a volerlo proteggere dai vandali che, vi porgo le mie scuse, non finirei mai di insultare.  A seguire, Samuele, ci conduce verso la seconda tappa, un altro laghetto artificiale che, per ironia della sorte, sorge proprio davanti alla nostra scuola. Questa volta ad aprirci la porta sono le oche Cinesi, Padovane,  Romagnole e i Germani, che ci accolgono proprio come se fossimo degli ospiti inaspettati. Questo laghetto, punto simbolico di Buccinasco, accoglie anche altri graditi ospiti, che tagliano il cielo quando percepiscono dei cambiamenti climatici. Tra questi ospiti spiccano i gabbiani in Inverno e i rondoni in Estate. In seguito facciamo tappa davanti ad un fico possente, quasi che si voglia imporre su tutti gli altri alberi. Accanto a lui le sue scorte, due sambuco dall’aria poco scherzosa che fanno da sfondo a un cielo morto che si apre sopra i nostri occhi. Lasciato questo panorama, che definirei quasi “orientale”, ci rimettiamo in cammino sulla retta via, per poi fermarci solo dopo pochi metri. A giustificare questa nuova sosta, c’è la spiegazione di Samuele sulla creazione della cava artificiale e del ruolo delle pietre che, sostenute da reti metalliche, fanno da muro alle erosioni. A catturare la nostra attenzione, poco dopo, ci sarà una casa per pipistrelli (se preferite bat’s house) che dal mio punto di vista, trovo sia una cosa molto curiosa e geniale. Questi “uccelli” che spesso definiamo come “schifosi topi volanti”, in realtà sono molto utili, perché riescono a difenderci da quelle più che mai odiose zanzare (con cui ho fatto diverse battaglie) e a ristabilire la biodiversità della fauna. Dopo tanti passi incontriamo un laghetto naturale (alimentato dall’acqua di falda), celebre per le “mille o più” nutrie che nasconde al suo interno. Sarà qui, all’ingresso del parco del fontanile Mortisia che ci accorgeremo che fare delle foto, oltre che diritto, diventa dovere. Anatre, Oche e bella compagnia se la spassano tutto il giorno e, di corteggiamento in corteggiamento, di sfornata in sfornata (i piccoli sono quasi all’ordine del giorno), si costruiscono la loro giornata nell’immensa quiete che noi gli abbiamo negato nei nostri 30 minuti di permanenza nel parco sub-urbano.  Il fontanile però non ci ha riservato solo questa bella immagine, ma aimè, avendo patito una grave siccità è diventato anche una specie di grande tomba dei poveri pesci a causa della mancanza di ossigeno. E’ qui che Samuele porrà una domanda a cui seguirà una sua (ovviamente) immediata risposta: – Perché gli alberi sorgono vicino ai corsi d’acqua?  – Per mantenere compatto il terreno. Samuele mi ha anche fatto provare un sentimento felice, quando ci ha informato dell’esistenza di ben 80 specie d’uccelli nel nostro paesino. Allo stesso tempo però ho provato molto disagio, quando invece ci ha informato dell’esistenza di un divieto importante: fatta eccezione per gli autorizzati (tra questi il simpatico Willy, la nutria di Samuele), è reato immettere e detenere, nel nostro territorio, animali selvatici. Allo stesso tempo però, siamo obbligati ad aiutare la fauna selvatica, nel caso in cui qualche esemplare dovesse trovarsi in difficoltà. Mentre sono intento a scrivere sul mio block notes, mi devo interrompere, per salutare un’anatra assonnata che è in ascolto, e invitarla a tornare in acqua. Dopo questo pit stop, grazie sempre al contributo di Samuele, scopriamo quanto siano importanti gli animali che hanno contribuito alla formazione di oggetti altamente tecnologici e meccanici, come ad esempio gli aeroplani, e il martello pneumatico. Rispettivamente ringrazio quindi le rondini e i picchi, che hanno facilitato con la loro vita, la creazione degli oggetti appena nominati. Un altro esempio d’ignoranza 100% (potrei scrivere un libro solo con questi esempi) ci viene dato quando sentiamo che i vandali, si divertono a tirare i sassi agli animali. Nel mirino hanno i maschi delle anatre, che corteggiano sì le loro femmine, magari anche in maniera troppo asfissiante, ma non meritano certo le sassate, che invece dovrebbero tornare al mittente, come fossero un boomerang. L’ultima tappa è il fontanile Brianzona e la via della Musica; ed è in questa via che faremo anche la nostra ultima sosta. A prima vista solo un genio riuscirebbe a comprendere che il lampione è una matita, la panchina un giradischi, le piastrelle un disco, Tutto nel complesso in questa via è tenuto male, a partire dai cartelloni dei musicisti, sino al povero sofferente fontanile. Peccato, perché qui ci si potrebbe sentire lontano dai rumori e dalla frenesia della città. Invece i vandali hanno preso di mira il fontanile, che oltre a patire una strana siccità, si ritrova a essere una discarica del pericoloso amianto, che viene addirittura bruciato, diffondendone la pericolosità nell’ambiente circostante. Senza gesticolare, senza proferir parola, ma soltanto per iscritto voglio rimproverare coloro i quali hanno buttato nel rogo la loro vita, il loro futuro prendendo l’amianto in mano, sigillando così, inconsapevolmente, una morte che hanno chiuso in cassaforte, mi correggo, nei loro polmoni e purtroppo forse anche nei nostri. Ed eccomi passo dopo passo…o meglio polpastrello dopo polpastrello pigiati sulla tastiera del mio computer, alla conclusione di quest’avventura. Spero tanto che questo “viaggio”, nonostante il tempo malinconico che ha avuto da sfondo, lasci il segno su tutti noi. Noi che siamo il futuro, dobbiamo imparare ad amare e tutelare l’ecosistema in cui viviamo. Non mi resta che chiudere il sipario e ringraziare lo “staff” di quest’avventura, e il mio gatto che mi ha aiutato a realizzare questo componimento.

Lorenzo Conti   (classe 1C)