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Vespe e calabroni: come difendersi senza nuocere all’ambiente e possibilmente senza ucciderli.
Sia vespe che calabroni, come tutti gli animali selvatici non hanno alcun interesse a pungere l’uomo se non quando direttamente minacciati: quando vedete una vespa o un calabrone (ma anche più di uno, non spaventatevi!) gironzolarvi intorno ed appoggiarsi su di voi state tranquilli, dopo un po’ se ne andrà. Quando siete al mare bagnati d’acqua dolce le vespe potrebbero appoggiarsi su di voi e lo fanno solo per bere qualche goccia d’acqua! L’importante è non farsi cogliere dal panico agitando le braccia, degli stracci cercando di allontanare gli animali o peggio di ucciderli: così facendo finireste soltanto per innervosirli e richiamare “i rinforzi” con una maggiore probabilità di essere aggrediti. Dovete sapere infatti che alcuni imenotteri sociali tra cui vespe e calabroni quando vengono molestati o schiacciati liberano dei feromoni (sostanze volatili che servono per comunicare con gli individui della stessa specie), un segnale d’allarme che richiamerà altri individui pronti ad attaccare. Ripeto che non si tratta di attacchi casuali ma sempre innescati da una minaccia/uccisione di qualche individuo.
Per prevenire l’avvicinamento di vespe e calabroni evitate di lasciare in giro sostanze zuccherine, residui di frutta, bucce, ma anche altri residui alimentari come carni o pesce (vespe e calabroni a differenza delle api si nutrono anche di carni).
Evitate assolutamente gli insetticidi: sono un vero e proprio flagello ambientale, oltre che tossici e pericolosi per la salute umana e degli animali domestici. Non sono selettivi ed uccidono tutti gli insetti e aracnidi senza distinzioni. Sono responsabili della morìa delle api e di altri insetti pronubi di cui ne stanno piano piano determinando l’estinzione. Gli insetti pronubi (impollinatori) sono alla base della riproduzione della quasi totalità dei vegetali di cui ci nutriamo e di cui si nutrono altre specie animali. Se dovessero diminuire ancora gli insetti pronubi ciò avrebbe effetti catastrofici anche sulla vita umana.
Ricordate che le vespe ed i calabroni sono utili a mantenere l’equilibrio negli ecosistemi e anche se non direttamente, sono utili all’uomo in quanto controllano molti insetti nocivi in agricoltura.
Cosa fare se vi ritrovate un favo di vespe nel giardino o sul terrazzo?
1 – Ricordate quanto detto sopra, ovvero che se non molestati difficilmente tali animali vi rincorreranno per pungervi, poiché non è proprio nel loro interesse. Ho ospitato per un’estate intera un favo di vespe sul terrazzo: se queste si abituano a riconoscere le persone come “non pericolose” potrete tranquillamente ignorarvi a vicenda. Davo addirittura loro da mangiare dei pezzettini di frutta in prossimità del favo! Le vespe sono imenotteri sociali la cui intelligenza non è da sottovalutare, anche se è diversa da quella di un mammifero.
2 – Vi conviene lasciarle stare poiché le vespe formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc…) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Se proprio non potete fare a meno di ucciderle poiché si tratta di situazioni veramente pericolose, cercate di richiedere l’ intervento di personale specializzato che non faccia uso di insetticidi di sintesi o particolarmente residuali (cioè che permangono nell’ambiente). Soprattutto accertatevi prima che invece di vespe non si tratti di api, animali protetti dalla legge ed  in via di estinzione: in questo caso è previsto l’intervento gratuito di un apicoltore che rimuoverà l’alveare. In caso di problemi di api o affini si rimanda all’articolo specifico. Per calabroni e vespe, riveste particolare importanza la prevenzione.
PREVENZIONE: Per prevenire nuove colonizzazioni da parte di vespe e calabroni ed evitare il loro occasionale ingresso all’interno delle abitazioni è spesso sufficiente l’installazione di zanzariere alle finestre, provvedere ad una accurata gestione dei rifiuti e degli alimenti, evitando l’abbandono incontrollato di sostanze organiche (in particolare zuccheri, carni, ed altre sostanze proteiche) fortemente attrattive nei loro confronti.
Vespe e calabroni (molto più raramente le api) possono costruire i favi in prossimità o addirittura all’interno degli edifici stessi, in luoghi tranquilli e riparati.
Per evitare spiacevoli sorprese è perciò opportuno:
·       Controllare già a partire dai mesi di marzo ed aprile periodicamente quelle parti degli stabili solitamente preferiti dalle vespe per nidificare quali solai e sottotetti, cassonetti delle tapparelle, altri manufatto con fessure comunicanti con l’esterno (cassette contatori, ecc…) ispezionati raramente alla ricerca di eventuali favi in corso di formazione e rimuovendoli tempestivamente.
·      Sigillare crepe o fessure eventualmente presenti in pareti esterne o comunicanti con anfratti non ispezionabili (innesti tubazioni e canalizzazioni, ecc..).
·       Utilizzare prodotti repellenti per gli spazi non raggiungibili che possono diventare siti di nidificazione, ad esempio cassonetti di tapparelle, sotto di coppi e coperture in genere (esempio pastiglie di canfora o naftalina, piretro, ecc.)

Forse qualcuno non lo sa ma insetti come api, bombi ed affini sono animali protetti dalla legge (Legge 313/2004.)

Sono protetti perché si tratta di insetti pronubi (impollinatori) a forte rischio di estinzione a causa dello smodato e massiccio uso di pesticidi, sia in agricoltura che in ambito domestico.
La diminuzione degli insetti pronubi ha pesantissime ripercussioni non soltanto sull’ecosistema (che ci da’ la vita) ma anche sull’economia e sulla vita umana. La riproduzione della quasi totalità delle specie vegetali di cui ci nutriamo e che servono per nutrire altre specie è dipendente dal processo di impollinazione attuato da tali insetti.

Quando sento parlare di insetticidi per le api o insetticidi in genere mi vengono i brividi e mi domando se chi li usa è veramente consapevole del danno di cui si rende responsabile spargendo questi veleni nell’ambiente. Se non vi importa della vita delle altre specie e dell’ambiente pensate almeno a quella dei vostri figli o delle generazioni future, che sarà un inferno nel momento in cui dovessero scomparire le api: non uccidetele e non usate insetticidi! Per chi non lo sapesse infatti l’ecosistema non è qualcosa di estraneo a noi ma una trama di cui noi siamo soltanto una maglia, assieme a migliaia di altre specie: tutto è interconnesso e qualunque danno alle spese di una specie o di un ambiente si ripercuote su tutto il sistema con conseguenze più o meno catastrofiche. Come fare allora se vi trovate di fronte a degli imenotteri e temete di essere punti? Capisco l’apprensione di una persona allergica al veleno o che ha bambini piccoli o animali domestici ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico: esistono dei modi per evitare di farsi pungere, senza per questo uccidere gli insetti e seminare morte e distruzione con insetticidi e veleni. Vediamo come comportarci con le api (ma vale un po’ per tutti gli imenotteri volanti, comprese le vespe ed i calabroni):

1-   Se l’ape si appoggia sulla vostra pelle rimanete calmi ed evitate movimenti buschi: non lo fa certamente per pungervi e dopo aver camminato per un po’ se ne andrà via. Le api sono alla ricerca di sostanze zuccherine, di acqua, oppure esplorano l’ambiente ma mai e poi mai pungono senza motivo, lo fanno soltanto per estrema difesa (e quasi sempre muoiono di conseguenza!). Se non volete che si avvicinino accertatevi di non avere addosso residui di cibo (soprattutto sostanze zuccherine o acqua dolce).
2-   Nella totalità dei casi le punture di ape sono dovute a disattenzione: sedersi sull’insetto, schiacciarlo sotto un’ascella, stropicciarlo sotto i vestiti, ecc. quindi se vedete delle api è del tutto inutile cercare di ucciderle pensando di evitare delle punture, anzi, è estremamente pericoloso perché quando un imenottero (specie se sociale come l’ape) si sente minacciato rilascia nell’aria dei “feromoni” (sostanze volatili che servono alla comunicazione tra animali della stessa specie) di allarme che richiameranno le “colleghe” ed allora sì che si rischia di essere punti e anche massivamente. Fate anche attenzione ai vostri animali domestici come cani o gatti che potrebbero andare a stuzzicare gli insetti facendosi pungere (comunque a meno di rare allergie o gattini piccoli, non è nulla di grave).
3-   Se vi trovate un alveare di api nel giardino o sul terrazzo vi serva sapere che anche in questo caso le api non vi pungeranno a patto che non vi considerino una minaccia. Avevo per anni un alveare sul terrazzo: “riconoscevano” me e i miei parenti e nessuno è mai stato punto nonostante la forte vicinanza all’alveare. Mi rendo però conto che non è da tutti tenersi un alveare con “imenotteri da guardia” e non pretendo che ciò avvenga, perciò se dovete rimuovere un alveare non fatelo da soli (può essere veramente pericoloso il fai da te!!!) e pretendete un apicoltore che ve lo rimuova: è un servizio gratuito (e obbligatorio poiché se si tratta di api non si può fare diversamente!) che dev’essere garantito in tutta l’Italia! Chiamate i vigili del fuoco ed informatevi, se sono seri e non stanno infrangendo le leggi dovrebbero indirizzarvi loro all’apicoltore più vicino.
Ho parlato di api, bombi ed altri imenotteri pronubi, se si tratta di vespe o calabroni il problema è un po’ più difficile da risolvere. Comunque ricordate che le vespe ed i calabroni formano colonie stagionali: tutti i componenti della famiglia (cioè maschi, operaie e la stessa madre fondatrice del nido) si estinguono naturalmente in autunno con l’arrivo dei primi freddi; sopravvivono soltanto alcune femmine fecondate, che riescono a svernare in anfratti (sotto tetti, entro cassonetti delle tapparelle, crepe dei muri, ecc…) e che in primavera daranno inizio ad una nuova colonia. Per prevenire quindi una nuova colonizzazione è importante eliminare gli anfratti e sigillare i buchi, potenziali luoghi scelti come nidi.

L’argomento vespe e calabroni viene specificamente trattato in un altro articolo che potete trovare QUI.

Avete l’orto invaso dalle lumache e/o limacce?

Non usate i pericolosi veleni che si trovano in commercio (a base di metaldeide), esistono molti metodi ecologici e non cruenti per liberarsi da questi animali.
Ecco i consigli:
1 – Coltivate varietà di piante autoctone (tipiche delle nostre zone, non esotiche), naturalmente più resistenti agli attacchi di tutti i parassiti e gli animali locali.
2 – Peperoncino. Trattate le foglie ed il terreno con peperoncino di cayenna in questo modo: 60 gr. di peperoncino in polvere o intero secco per  1 L d’acqua, filtrate dopo aver amalgamato e  lasciato riposare 3-4 ore, nebulizzate su foglie e terreno 3 volte per settimana. Si può spargere anche il peperoncino in polvere sulla terra per evitare il transito delle lumache e limacce, ripetere dopo la pioggia.
3  – Cenere. Cospargete la terra di cenere: ostacola fisicamente il transito delle lumache e limacce.
4 – Ospitate ricci e/o anatre nel vostro orto o giardino (sono ghiotti di lumache)
E importantissimo…
5 – Evitate di spargere pesticidi di sintesi di qualunque tipo (antiparassitari, veleni per roditori, esche per lumache, diserbanti, ecc.), al contrario creereste una situazione di squilibrio che in poco tempo vi porterebbe paradossalmente ad avere l’orto pieno di parassiti.  Vi trovereste così obbligati ad usare continuamente tali veleni per liberarvi solo temporaneamente dai parassiti, con notevoli spese in termini di denaro e soprattutto di inquinamento e danni alla salute vostra ed altrui.
Ricordate anche che…
Le lumache, nonostante si nutrano di foglie fresche, difficilmente producono danni seri ai raccolti anche se presenti in grande numero: tutto ciò che fanno è rosicchiare qualche foglia (più che altro un “danno” estetico).
La bava delle lumache e limacce contiene delle sostanze ad effetto antimicrobico, fungicida e disinfettante agendo così da antiparassitario naturale.
In Italia vivono diverse specie di scorpioni tutti del genere Euscorpius e non pericolosi per l’uomo,
nonostante possano pungerlo. L’Euscorpius italicus è la specie più grande è può raggiungere i 50
mm di lunghezza. E’ di solito di colore nero o marrone ed è la specie più frequentemente ritrovabile
in ambienti frequentati dall’uomo (case, legnaie, cantine). L’ Euscorpius flavicaudis è diffuso in
prevalenza nel settore occidentale e tirrenico. E’ una specie di grandi dimensioni (dai 35 ai 45 mm)
e predilige i luoghi umidi e i prati molto più della specie italicus, ma è possibile ritrovarlo in ruderi,
sotto pietre e in manufatti umani. Euscorpius tergestinus è diffuso nel nord-est della Penisola ed è
solitamente di colore chiaro. Gli scorpioni italiani hanno scarsa o nulla aggressività nei confronti
dell’uomo e un veleno quasi innocuo e dagli effetti comunque inferiori alla puntura di un
imenottero (ape, vespa). Modesto dolore, modesto gonfiore solo per gli esemplari più grossi. Fanno
eccezione, come per le punture degli imenotteri, i soggetti allergici al veleno di scorpione che
possono reagire in modo sproporzionato ad un veleno di per se debole. Sono animali timidi e
rigorosamente notturni; di notte, infatti, diventano molto attivi, esplorano il territorio accuratamente
e sono decisamente vivaci. Hanno bisogno di umidità e in ambienti troppo secchi non sopravvivono.
A dispetto di quanto li si dipinga aggressivi gli scorpioni non sono affatto desiderosi di pungere anzi,
il fatto stesso di averli stanati, li terrorizza quasi fino a paralizzarli, e di solito si possono raccogliere
senza problemi mentre mantengono una posizione contratta di difesa, con zampe raccolte contro il
corpo e “coda” piegata minacciosamente sulla schiena (si possono anche prendere a mani nude
afferrando tra due dita proprio la “coda”, ma per sicurezza e per non danneggiarli è più pratico usare
una piccola scatola in cui farli cadere). Se poi uno scorpione vi cammina su una mano non pungerà
mai il substrato su cui poggia le “zampe” per cui tranquilli! Dunque, se vi imbattete in uno
scorpione, niente crisi di panico, niente urli, né morti o feriti… se non li sopportate, basterà
allontanarli dall’abitazione, senza ucciderli, con l’aiuto (per es.) di un cartoncino su cui farlo salire.
Se volete tenerli lontani cercate di rendere l’ambiente per loro invivibile (basta che sia caldo, secco e luminoso) e/o affidatevi ai dissuasori ultrasonici.
Ricordate inoltre che gli scorpioni sono degli abili predatori che vi libereranno dagli insetti “fastidiosi”
(larve della farina, zanzare). Speriamo quindi che d’ora in poi qualcuno di voi sappia guardare con
occhio più amichevole e privo di pregiudizi questi fossili viventi che hanno visto nascere e
scomparire i dinosauri!
 Manuela Cassotta, Comitato Scientifico MI.F.A. Onlus.
Fonti bibliografiche: Spider biology.
Week course offering at Stone
Laboratory, The Ohio State University,Summer 2007 July 8 – 14.

Associazione Italiana di Aracnologia -www.aracnofilia.org

Costruzione di una rete interrata per difendere il proprio orto o campo dagli ungulati (cinghiali, caprioli, cervi, ecc.)

Gli ungulati, in particolare i cinghiali sono dotati di grande forza, capaci di scavare buche profonde anche 50 cm o di caricare le normali recinzioni nel tentativo di forzarle. Una semplice staccionata o una rete tradizionale potrebbe non essere sufficiente a scoraggiare questi grossi ungulati ad accedere alle vostre coltivazioni. Una recinzione seminterrata deve raggiungere una profondità di circa 50 cm, deve possedere un sistema di dissuasione allo scavo e deve essere molto solida. Se deve impedire l’ingresso ad animali saltatori come caprioli, daini e cervi, la rete dovrà essere Leggi il resto di questo articolo »

Gli ultrasuoni sono suoni ad alta frequenza (superiore a 20 KHz) normalmente non percepibili dall’orecchio umano ma avvertiti da molti animali. Se usati in modo opportuno, alle frequenze giuste (ciò dipende dall’animale che si vuole allontanare) e ad intensità sufficientemente alta causano notevole disturbo al delicato sistema uditivo e nervoso di alcuni animali, tra cui quelli considerati nocivi. Dato che molte creature selvatiche dipendono dal loro udito per la loro stessa sopravvivenza la ricerca ha dimostrato che interferire nella loro soglia di frequenza crea in loro un tale disturbo da essere costretti ad allontanarsi. I dissuasori ad ultrasuoni sono stati sviluppati specificamente per Leggi il resto di questo articolo »

Un insetto, un ragno, uno scorpione ci entra in casa o in giardino e non è un ospite gradito? Può capitare. Niente panico e niente vittime. Insetti, ragni e scorpioni e simili, come tutti gli esseri viventi presenti sulla Terra, hanno ruoli ben definiti nel mantenere il delicato equilibrio naturale, e per quanto possano farci ribrezzo dobbiamo imparare a rispettarli. Nessuno ci obbliga a conviverci o ad amarli ma il rispetto è un dovere morale per ogni essere umano degno di questo nome e segno di civiltà e cultura. Ecco come fare per allontanare un insetto (o ragno o scorpione, ecc) senza ucciderlo: prendere un bicchiere di vetro e bloccare l’animale poggiando il bicchiere sul muro o sul pavimento. A questo punto, sempre con molta attenzione e delicatezza, con una cartolina illustrata o qualsiasi altro pezzo di cartoncino sottile, si fa scorrere lo stesso fra il muro e il bordo del bicchiere, in modo tale da poter spostare il bicchiere con l’animale all’interno. Poi una volta fuori dall’abitazione si può posare il bicchiere, togliere il pezzetto di cartone, permettendo all’animale di allontanarsi indenne. Se si tratta di artropodi che potrebbero potenzialmente pungere o mordere sarà sufficiente un minimo di attenzione e di buon senso per compiere la stessa manovra senza problemi: è buona norma non toccare con le mani l’animale (per evitare danni a noi stessi e all’animale) e nel caso di imenotteri (api, vespe, calabroni, ecc.) fare movimenti lenti e tranquilli evitando di agitare mani e braccia nel tentativo di allontanarli. Ricordate che nessun animale ha interesse ad attaccare o pungere l’uomo e se lo fa è solo perchè viene molestato o avverte in voi una minaccia, fate in modo di non mettervi in tale condizione e vedrete quanti problemi risolverete. Se proprio non volete convivere con insetti ragni e scorpioni ora sapete come fare ma c’è un’altra cosa che dovete sapere: centopiedi (Chilopoda), scorpioni e ragni sono abili predatori e vi libereranno dagli insetti molesti quali zanzare, mosche, blatte (scarafaggi)… quindi potreste imparare anche a vederli come degli alleati invece che come ripugnanti nemici.