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Domenica 30/09/2012 presso il parco Spina Azzurra, via Fagnana, di Buccinasco (MI) si terrà l’edizione 2012 dell’International Rabbit Day & Friends organizzata dall’associazione AAE, con la collaborazione di MI.F.A. onlus e con il patrocinio del Comune di Buccinasco (MI). Tante attrattive, conferenze e adozioni. Non mancate, vi aspettiamo!

L’International Rabbit Dayè una giornata internazionale che promuove la conoscenza, la protezione e la cura dei conigli domestici e selvatici. Si svolge il quarto sabato o domenica di settembre. Quest’anno verrà celebra in Italia il 30 settembre a Milano (Buccinasco).

La sede sarà il bellissimo Parco Spina Azzurra, che con i suoi prati e laghetti rappresenta la perfetta cornice per trascorrere una giornata serena immersi nella natura, insieme a conigli, cavie, piccoli roditori, amici e familiari.

Nel corso della giornata si svolgeranno i seguenti eventi:

Conferenza a cura dei veterinari SIVAE
(Società Italiana Veterinari per Animali Esotici)

Il coniglio felice
Tutti i consigli per garantire al coniglio una vita lunga e sana: alimentazione, sterilizzazione, vaccinazioni…

Cavia e altri piccoli roditori: i consigli degli esperti 
Tutto quello che bisogna sapere sulla gestione, l’allestimento della gabbia, l’alimentazione, per prevenire incidenti e malattie.

Chiedilo al veterinario: domande e risposte
Domane libere ai veterinari SIVAE, su gestione, comportamento e salute.

Informazioni sull’anagrafe dei conigli e l’applicazione del microchip 

L’applicazione del microchip è un atto di amore verso il coniglio perchè:
– serve a riconoscere il suo status di animale da compagnia, come sono cane e gatto
– aiuta a riportare a casa conigli che sono scappati
– previene il fenomeno dell’abbandono

L’applicazione del microchip è rapida e indolore e l’iscrizione all’Anagrafe Conigli è semplice e gratuita. Nel corso della giornata potrete anche voi fare applicare il microchip ai vostri conigli.


Mostra di simpatia
Conigli, cavie e altri piccoli roditori sono tutti benvenuti e potranno partecipare alla mostra: non verranno premiati i più belli, perchè per noi ogni animale è bello: tutti possono partecipare!

Nel corso della giornata saranno allestite bancarelle per la vendita di gadget e la pesca di beneficenza, per raccogliere fondi a favore degli animali accolti dalla AAE.
Sarà possibile adottare direttamente tanti animali abbandonati.

Siete tutti invitati

INGRESSO LIBERO

Cos’è la giornata internazionale del coniglio

Durante la giornata internazionale del coniglio celebriamo i numerosi modi in cui i conigli portano gioia nella nostra vita, e pensiamo tutte le maniere in cui si fa loro del male, con la caccia, l’allevamento intensivo, l’uccisione a scopo alimentare, la sperimentazione medica, i test dei prodotti cosmetici, l’allevamento da pelliccia, e la negligenza con cui tanti conigli da affezione sono tenuti nelle case in condizioni di trascuratezza.

La AAE e la House Rabbit Society affermano che ” TUTTI i conigli sono importanti come individui, a prescindere dalla purezza della razza, il temperamento, lo stato di salute o il rapporto con gli esseri umani. Il benessere di tutti i conigli è la nostra considerazione preminente. In linea con la nostra missione, siamo contro lo sfruttamento dei conigli … i conigli domestici sono animali da compagnia e si dovrebbe offrire loro almeno gli stessi diritti individuali, il livello di cura, e di opportunità per la longevità come comunemente offerto ai cani e ai gatti che vivono come compagni umani.”

Il Progetto “NaturAmica” è un progetto di educazione ambientale coordinato dall’Associazione ProLoco di Buccinasco, in collaborazione con MI.F.A. Missione Fauna e Ambiente, Legambiente Circolo di Buccinasco – Corsico “Il Fontanile” e la Cooperativa Soc. Spazio Aperto.  Il progetto ha coinvolto le scuole medie ed elementari, pubbliche e private, sensibilizzando alle tematiche ambientali e al tema della prevenzione e della lotta al degrado ambientale.

Turisti a Buccinasco

Per certe avventure non si parte mai quando si parte. Si parte prima. Fino a poco tempo fa eravamo seduti su una sedia, nella biblioteca della scuola, a guardare dei filmati, delle presentazioni, riguardanti la fauna e la flora del mondo intero. Spesso, siamo stati anche turisti, seduti sulla poltrona di qualche aereo, diretti per chissà quale destinazione: dall’Italia alla Francia, dalla Francia all’America, sempre curiosi di conoscere paesi lontani. Spesso però, ci siamo dimenticati di andare alla scoperta di quello che avrebbe potuto celarsi dietro l’angolo di casa nostra.  Ma ecco che la scuola ci presenta una grande occasione, dandoci l’opportunità di partire per un “viaggio” particolare, alla scoperta di un grande tesoro: l’ambiente naturale che ci circonda.  In questa esplorazione, saremo accompagnati da una guida che conosce bene il nostro territorio: Samuele, grande amico della natura. Si parte. Prima tappa il parco Spina Azzurra. Eccoci, davanti a un laghetto dall’acqua zampillante, in cui le papere e le anatre, a dir poco pavoneggianti, sono intente a dominare il loro specchio  d’acqua urbano, quasi a volerlo proteggere dai vandali che, vi porgo le mie scuse, non finirei mai di insultare.  A seguire, Samuele, ci conduce verso la seconda tappa, un altro laghetto artificiale che, per ironia della sorte, sorge proprio davanti alla nostra scuola. Questa volta ad aprirci la porta sono le oche Cinesi, Padovane,  Romagnole e i Germani, che ci accolgono proprio come se fossimo degli ospiti inaspettati. Questo laghetto, punto simbolico di Buccinasco, accoglie anche altri graditi ospiti, che tagliano il cielo quando percepiscono dei cambiamenti climatici. Tra questi ospiti spiccano i gabbiani in Inverno e i rondoni in Estate. In seguito facciamo tappa davanti ad un fico possente, quasi che si voglia imporre su tutti gli altri alberi. Accanto a lui le sue scorte, due sambuco dall’aria poco scherzosa che fanno da sfondo a un cielo morto che si apre sopra i nostri occhi. Lasciato questo panorama, che definirei quasi “orientale”, ci rimettiamo in cammino sulla retta via, per poi fermarci solo dopo pochi metri. A giustificare questa nuova sosta, c’è la spiegazione di Samuele sulla creazione della cava artificiale e del ruolo delle pietre che, sostenute da reti metalliche, fanno da muro alle erosioni. A catturare la nostra attenzione, poco dopo, ci sarà una casa per pipistrelli (se preferite bat’s house) che dal mio punto di vista, trovo sia una cosa molto curiosa e geniale. Questi “uccelli” che spesso definiamo come “schifosi topi volanti”, in realtà sono molto utili, perché riescono a difenderci da quelle più che mai odiose zanzare (con cui ho fatto diverse battaglie) e a ristabilire la biodiversità della fauna. Dopo tanti passi incontriamo un laghetto naturale (alimentato dall’acqua di falda), celebre per le “mille o più” nutrie che nasconde al suo interno. Sarà qui, all’ingresso del parco del fontanile Mortisia che ci accorgeremo che fare delle foto, oltre che diritto, diventa dovere. Anatre, Oche e bella compagnia se la spassano tutto il giorno e, di corteggiamento in corteggiamento, di sfornata in sfornata (i piccoli sono quasi all’ordine del giorno), si costruiscono la loro giornata nell’immensa quiete che noi gli abbiamo negato nei nostri 30 minuti di permanenza nel parco sub-urbano.  Il fontanile però non ci ha riservato solo questa bella immagine, ma aimè, avendo patito una grave siccità è diventato anche una specie di grande tomba dei poveri pesci a causa della mancanza di ossigeno. E’ qui che Samuele porrà una domanda a cui seguirà una sua (ovviamente) immediata risposta: – Perché gli alberi sorgono vicino ai corsi d’acqua?  – Per mantenere compatto il terreno. Samuele mi ha anche fatto provare un sentimento felice, quando ci ha informato dell’esistenza di ben 80 specie d’uccelli nel nostro paesino. Allo stesso tempo però ho provato molto disagio, quando invece ci ha informato dell’esistenza di un divieto importante: fatta eccezione per gli autorizzati (tra questi il simpatico Willy, la nutria di Samuele), è reato immettere e detenere, nel nostro territorio, animali selvatici. Allo stesso tempo però, siamo obbligati ad aiutare la fauna selvatica, nel caso in cui qualche esemplare dovesse trovarsi in difficoltà. Mentre sono intento a scrivere sul mio block notes, mi devo interrompere, per salutare un’anatra assonnata che è in ascolto, e invitarla a tornare in acqua. Dopo questo pit stop, grazie sempre al contributo di Samuele, scopriamo quanto siano importanti gli animali che hanno contribuito alla formazione di oggetti altamente tecnologici e meccanici, come ad esempio gli aeroplani, e il martello pneumatico. Rispettivamente ringrazio quindi le rondini e i picchi, che hanno facilitato con la loro vita, la creazione degli oggetti appena nominati. Un altro esempio d’ignoranza 100% (potrei scrivere un libro solo con questi esempi) ci viene dato quando sentiamo che i vandali, si divertono a tirare i sassi agli animali. Nel mirino hanno i maschi delle anatre, che corteggiano sì le loro femmine, magari anche in maniera troppo asfissiante, ma non meritano certo le sassate, che invece dovrebbero tornare al mittente, come fossero un boomerang. L’ultima tappa è il fontanile Brianzona e la via della Musica; ed è in questa via che faremo anche la nostra ultima sosta. A prima vista solo un genio riuscirebbe a comprendere che il lampione è una matita, la panchina un giradischi, le piastrelle un disco, Tutto nel complesso in questa via è tenuto male, a partire dai cartelloni dei musicisti, sino al povero sofferente fontanile. Peccato, perché qui ci si potrebbe sentire lontano dai rumori e dalla frenesia della città. Invece i vandali hanno preso di mira il fontanile, che oltre a patire una strana siccità, si ritrova a essere una discarica del pericoloso amianto, che viene addirittura bruciato, diffondendone la pericolosità nell’ambiente circostante. Senza gesticolare, senza proferir parola, ma soltanto per iscritto voglio rimproverare coloro i quali hanno buttato nel rogo la loro vita, il loro futuro prendendo l’amianto in mano, sigillando così, inconsapevolmente, una morte che hanno chiuso in cassaforte, mi correggo, nei loro polmoni e purtroppo forse anche nei nostri. Ed eccomi passo dopo passo…o meglio polpastrello dopo polpastrello pigiati sulla tastiera del mio computer, alla conclusione di quest’avventura. Spero tanto che questo “viaggio”, nonostante il tempo malinconico che ha avuto da sfondo, lasci il segno su tutti noi. Noi che siamo il futuro, dobbiamo imparare ad amare e tutelare l’ecosistema in cui viviamo. Non mi resta che chiudere il sipario e ringraziare lo “staff” di quest’avventura, e il mio gatto che mi ha aiutato a realizzare questo componimento.

Lorenzo Conti   (classe 1C)

 

 

Milano, 16/10/2010 – Alle ore 10.00 circa alla Darsena di Milano, angolo via Gorizia ha avuto luogo un’operazione di recupero e salvataggio di alcune centinaia di pesci rimasti nelle pozze del letto del Naviglio Pavese che stavano rischiano di morire inutilmente a causa dell’asciutta drastica. I pesci sono stati salvati dai volontari di MIFA e di LAC.

Erano presenti diversi tipi di pesci, piccoli e grandi, alcuni dei quali si erano impigliati nelle alghe e nell’acqua bassa.

E’ stato interessante constatare che molte persone che passeggiavano lungo il Naviglio si fermavano e chiedevano incuriositi cosa stessimo facendo. Una volta spiegato che stavamo recuperando e salvando i pesci per evitare che morissero a causa dell’asciutta ci hanno ringraziato e fatto i complimenti. Ciò denota fortunatamente la presenza di sensibilità da parte soprattutto di famiglie con bambini.

Ma perchè quest’anno il Naviglio è stato prosciugato? vediamo cosa scrive la Provincia di Milano:

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia

La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuità. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed è inoltre impedita la possibilità di insediamento di comunità ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto più pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastità della rete stessa e alla rapidità con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalità di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettività, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perchè la funzione principale dei navigli è quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha così realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilità di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinchè nella rete idrica artificiale si instauri una comunità ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attività e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessità di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi già richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare più dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.

http://www.provincia.milano.it/caccia_pesca/pesca/asciutte.shtml

Le domande che ci si pone sono:

– perchè non si fa nulla per evitare questa inutile moria?

– non si tratta di una maniera per fare in modo che gli allevamenti ittici continuino a vendere alla Provincia i pesci e quindi fare profitto sulla vita di questi animali? Infatti se i pesci sopravvivessero a lungo, gli allevamenti ittici non guadagnerebbero abbastanza e fallirebbero. In questo modo invece il business ha la meglio sui poveri pesci. Ma questa è solo un’ipotesi che speriamo venga smentita da chi di dovere.

AGGIORNAMENTO

Il giorno 24 ottobre è stata ripetuta l’azione di salvataggio dei pesci nel medesimo posto. Grazie ai volontari MIFA e LAC sono stati recuperati e trasferiti qualche altro centinaio di pesci, in particolare si sono prelevati: lucci, persici, tinche, gamberi di fiume, molluschi, rane bottatrici, pesci gatto, etc. Purtroppo nel Naviglio Grande di Milano è stato possibile osservare una vasta quantità di rifiuti tra cui: teschio di pecora, libri, gioieli sia veri che di bigiotteria, pile, scarpe, piatti, bicchieri e bottiglie, cellulari, lettore dvd, copertoni, occhiali da sole, accendini, braccialetti, cartelli e tante altre cianfrusaglie!
L’importante è stato però riuscire a salvare quanti più pesci possibili dal crudele destino di origine umana che li avrebbe atteso inesorabilmente. Grazie a tutti per la preziosa collaborazione.

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia
 La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuit�. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed � inoltre impedita la possibilit� di insediamento di comunit� ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto pi� pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastit� della rete stessa e alla rapidit� con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalit� di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettivit�, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perch� la funzione principale dei navigli � quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha cos� realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilit� di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinch� nella rete idrica artificiale si instauri una comunit� ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attivit� e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessit� di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi gi� richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare pi� dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.