Milano, 16/10/2010 – Alle ore 10.00 circa alla Darsena di Milano, angolo via Gorizia ha avuto luogo un’operazione di recupero e salvataggio di alcune centinaia di pesci rimasti nelle pozze del letto del Naviglio Pavese che stavano rischiano di morire inutilmente a causa dell’asciutta drastica. I pesci sono stati salvati dai volontari di MIFA e di LAC.

Erano presenti diversi tipi di pesci, piccoli e grandi, alcuni dei quali si erano impigliati nelle alghe e nell’acqua bassa.

E’ stato interessante constatare che molte persone che passeggiavano lungo il Naviglio si fermavano e chiedevano incuriositi cosa stessimo facendo. Una volta spiegato che stavamo recuperando e salvando i pesci per evitare che morissero a causa dell’asciutta ci hanno ringraziato e fatto i complimenti. Ciò denota fortunatamente la presenza di sensibilità da parte soprattutto di famiglie con bambini.

Ma perchè quest’anno il Naviglio è stato prosciugato? vediamo cosa scrive la Provincia di Milano:

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia

La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuità. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed è inoltre impedita la possibilità di insediamento di comunità ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto più pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastità della rete stessa e alla rapidità con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalità di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettività, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perchè la funzione principale dei navigli è quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha così realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilità di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinchè nella rete idrica artificiale si instauri una comunità ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attività e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessità di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi già richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare più dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.

http://www.provincia.milano.it/caccia_pesca/pesca/asciutte.shtml

Le domande che ci si pone sono:

– perchè non si fa nulla per evitare questa inutile moria?

– non si tratta di una maniera per fare in modo che gli allevamenti ittici continuino a vendere alla Provincia i pesci e quindi fare profitto sulla vita di questi animali? Infatti se i pesci sopravvivessero a lungo, gli allevamenti ittici non guadagnerebbero abbastanza e fallirebbero. In questo modo invece il business ha la meglio sui poveri pesci. Ma questa è solo un’ipotesi che speriamo venga smentita da chi di dovere.

AGGIORNAMENTO

Il giorno 24 ottobre è stata ripetuta l’azione di salvataggio dei pesci nel medesimo posto. Grazie ai volontari MIFA e LAC sono stati recuperati e trasferiti qualche altro centinaio di pesci, in particolare si sono prelevati: lucci, persici, tinche, gamberi di fiume, molluschi, rane bottatrici, pesci gatto, etc. Purtroppo nel Naviglio Grande di Milano è stato possibile osservare una vasta quantità di rifiuti tra cui: teschio di pecora, libri, gioieli sia veri che di bigiotteria, pile, scarpe, piatti, bicchieri e bottiglie, cellulari, lettore dvd, copertoni, occhiali da sole, accendini, braccialetti, cartelli e tante altre cianfrusaglie!
L’importante è stato però riuscire a salvare quanti più pesci possibili dal crudele destino di origine umana che li avrebbe atteso inesorabilmente. Grazie a tutti per la preziosa collaborazione.

Asciutte dei navigli
Il nuovo corso intrapreso dalla Provincia
 La rete idrica artificiale dei navigli milanesi (Naviglio Grande, Martesana, Pavese, Bereguardo) viene consuetudinariamente messa in asciutta completa due volte all’anno, all’inizio dell’autunno e a fine inverno. Di norma, l’asciutta si prolunga per circa due mesi, ma talvolta si protrae dall’autunno alla primavera dell’anno successivo, senza soluzione di continuit�. Dal Ticino e dall’Adda – i fiumi da cui i navigli hanno origine -, mediante le opere di presa vengono riversate nella rete idrica artificiale numerose tonnellate di pesce, appartenenti anche a specie autoctone assai pregiate sia sotto il profilo naturalistico che pescatorio, quando non addirittura preziose specie endemiche o di interesse comunitario, come il barbo, la savetta, il vairone, il pigo, il triotto, il cobite. A causa del periodico ripetersi delle asciutte, i pesci dei navigli sono soggetti a ingenti fenomeni di moria ed � inoltre impedita la possibilit� di insediamento di comunit� ittiche stabili.

Nel tentativo di salvare quanto pi� pesce possibile, in occasione delle asciutte vengono da tempo messi in atto interventi di recupero del pesce mediante reti ed elettropesca. Nonostante gli sforzi profusi in queste operazioni, si verificano morie di pesce, a causa della vastit� della rete stessa e alla rapidit� con cui avviene l’asciutta. Alcuni pesci recuperati e immessi in altri corpi idrici inoltre muoiono nelle ore seguenti per i danni riportati durante il recupero. Tali interventi, alla luce dell’esperienza fatta, sono pertanto lontani dal rappresentare una soluzione valida al problema.

Se si evitassero le odierne modalit� di asciutta, i pesci dei navigli potrebbero sopravvivere e riprodursi, moltiplicando il patrimonio ittico del Milanese nel volgere di pochi anni, a beneficio dell’ambiente, della collettivit�, dei pescatori e del sistema navigli nel suo complesso.

A questo assessorato il problema sta particolarmente a cuore e, da tempo, sono state intraprese tutte le iniziative possibili per trovarne le soluzioni, che sono tutt’altro che facili, in primo luogo perch� la funzione principale dei navigli � quella irrigua. Proprio per contemperare le esigenze agricole con quelle di tutela faunistica, l’assessorato ha promosso e attuato una preziosa e significativa collaborazione istituzionale tra Provincia di Milano, Regione Lombardia, Navigli Lombardi scarl e Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi.

La Provincia, grazie ad un finanziamento della Direzione Agricoltura della Regione, ha cos� realizzato uno studio specialistico per attenuare gli impatti provocati sulla fauna ittica dalle asciutte. Lo studio, condotto da GRAIA srl e completato nel settembre del 2005, ha fornito importanti indicazioni relative sia alla gestione delle asciutte dei navigli, sia alla possibilit� di realizzare interventi di riqualificazione per migliorarne le caratteristiche ambientali ed ecologiche, al fine di creare le condizioni affinch� nella rete idrica artificiale si instauri una comunit� ittica stabile, diversificata e capace di autosostenersi. Lo studio ha poi fornito un piano temporale delle attivit� e degli interventi, con un orizzonte temporale di 10 anni, oltre ad una stima di massima dei costi di ciascun intervento proposto.

Dalla ricerca emerge chiaramente che esistono e sono effettivamente perseguibili soluzioni concrete per eseguire gli interventi sui canali in presenza di acqua, evitando – come la Provincia chiede da tempo – le asciutte complete e le conseguenti morie di pesci.

Ai Comuni e agli altri enti che si trovano nella necessit� di lavorare sui navigli la Provincia ha quindi gi� richiesto di progettare gli interventi di manutenzione e di altro genere con accorgimenti di cantiere tali da non necessitare pi� dell’asciutta completa, sulla base delle linee-guida contenute nello studio. Siamo oggi in attesa dell’ultimo passaggio fondamentale: che la Regione Lombardia, come promesso, emani un provvedimento che renda obbligatoria l’adozione di tali accorgimenti.

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